Associazione per la lotta al moto ondoso nella laguna di Venezia PAX IN AQUA

 

Venezia, 22 luglio 2000


A tutti i Presidenti e i Referenti delle Associazioni iscritte, con preghiera di ampia diffusione

Cari amici,

i trenta giorni passati dall'ultimo bollettino sono stati densi di avvenimenti sul fronte della lotta al moto ondoso.

Con la sua proposta di unificare i limiti di velocità su tutta la laguna e di intensificare controlli e sanzioni, Pax in Aqua ha costretto le forze politiche e le autorità ad affrontare apertamente il problema.

I risultati sembravano deludenti fino a qualche giorno fa, ma ora qualche speranza concreta di cambiamento si sta profilando all'orizzonte.

Illustriamo prima le delusioni. La nostra proposta, preparata da Pax in Aqua con la fondamentale collaborazione di Italia Nostra, del WWF nazionale, dei VAS (Verdi Ambiente Società) e del Comitato Certosa-Sant'Andrea, è giunta contemporaneamente sul tavolo del Consiglio comunale e su quello del Comitatone. Avevamo scelto il Comitatone perché in esso siedono i ministri dei Lavori Pubblici (da cui dipende il Magistrato alle Acque) e quello dei Trasporti (da cui dipende la Capitaneria di Porto), oltre al sindaco di Venezia.

Ma il Comitatone, impegnato com'è noto a discutere il problema del MOSE, si è occupato del moto ondoso solo di sfuggita e alla fine della seduta. Quel ch'è peggio, ha soltanto rilasciato una generica raccomandazione al sindaco di Venezia, su sua richiesta, di studiare i modi di una unificazione delle competenze e di una revisione normativa. Cose generiche che rischiano di trasformarsi in mesi o anni di trattative burocratiche. Quanto al Magistrato alle Acque, il Presidente Cuccioletta si è limitato a manifestare la sua intenzione di aumentare il personale di vigilanza, ma senza impegni concreti e senza precisare numero di uomini e barche o compiti da svolgere.

Nel Consiglio comunale le cose non sembravano andare meglio. In un ordine del giorno del 10 luglio il Consiglio rimandava l'esame della nostra proposta e si limitava a impegnare il sindaco e la giunta "a promuovere tutte le iniziative per arrivare, nel più breve tempo possibile, a una revisione legislativa che superi il frazionamento di norme e poteri." Ancora una raccomandazione generica, che per noi significava più che altro un guadagnare tempo nell'attesa che le proteste si placassero e tutto continuasse come prima.

Il Comitato Esecutivo di Pax in Aqua ha subito manifestato la propria insoddisfazione con due comunicati stampa, pubblicati integralmente dalla Nuova Venezia (il Gazzettino, a causa di un riassetto nell'impaginazione, non trovava lo spazio necessario). I due comunicati sono leggibili nel nostro sito web (www.provincia.venezia.it/paxinaqua).

Ma a questo punto l'orizzonte ha cominciato a schiarirsi.

Grazie a un'iniziativa del consigliere comunale Beppe Caccia (Verdi), la nostra proposta, arricchita di vari punti integrativi, è stata inserita nell'ordine del giorno della Commissione Consiliare per i servizi pubblici e l'ambiente. La Commissione si è riunita con lodevole tempismo venerdì 21 luglio, e qui sono cominciate le sorprese in positivo.

Anzitutto, la Commissione, presieduta da Danilo Rosan (Rifondazione Comunista) ha invitato le Associazioni a partecipare. Erano presenti Pax in Aqua (Lanapoppi, Calella, Sara), Estuario Nostro (Bearzi), La voce del cittadino (Salvan). Ha invitato anche alcuni dipendenti del Comune per i dettagli tecnici. A tutti è stato concesso di esprimere brevemente il loro punto di vista.

Grande è stata la nostra soddisfazione nel constatare che tutti i consiglieri presenti si sono espressi in favore delle nostra proposta (solo Luca Rizzi di Forza Italia non si è espresso, avendo dovuto lasciare il tavolo per altri impegni).

Hanno dunque parlato in favore: Sandro Bergantin (La Città Nuova), Giorgio Suppiej ((CDU),Paolo Bonafé (AN), Paolo Cacciari (Rifondazione), Andrea Dapporto (DS).

Al termine della seduta, la Commissione ha deliberato che la proposta verrà presentata con raccomandazione favorevole al prossimo Consiglio Comunale di venerdì 28 luglio. Invitiamo tutti a partecipare a quella seduta per mostrare l'interesse della cittadinanza verso un problema così delicato.

Vi sono stati altri elementi positivi:

1. Si è dato mandato a Giorgio Suppiej di studiare un testo di legge per rendere più efficaci le sanzioni (al momento presente ci sono varie scappatoie).
2. Si è chiarito che i vigili urbani hanno autorità di esercitare controlli anche sui canali lagunari e marittimi, purché entro il territorio del Comune.
3. Si darà mandato al Comune di assumere un congruo numero di vigili e di acquistare altre imbarcazioni (con fondi della Legge Speciale). Si è parlato anche di far circolare dei vigili su barche a remi.
4. La Commissione vede con favore l'istituzione di un corpo di volontari che agiscano come ausiliari delle forze dell'ordine.
5. Si è cominciato a parlare di una riconversione di alcune tipologie di scafi e di incoraggiare l'uso di imbarcazioni tradizionali.

Possiamo dunque sperare che dal Consiglio comunale di Venezia parta quella spinta verso la nascita di una vera civiltà lagunare della quale tutti sentiamo il bisogno. Abbiamo visto che il problema è molto sentito da quei consiglieri che hanno dimestichezza con la laguna, a qualuque partito appartengano. Ci resta da operare per sostenere la loro azione aiutandoli a creare consenso anche tra i compagni di partito.

Il Comitato Esecutivo


PoloEst Pax in Aqua
Tel. 041 5222717
lanapoppi@bigfoot.com


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